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Le piante carnivore
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Il terrario
 

La passione sempre più crescente per le piante carnivore mi ha portato alla costruzione di un terrario tropicale, un ambiente per mantenere stabili temperature, umidità e luce nell'arco dell'anno.

Sotto vi verranno illustrati i materiali e le fasi della realizzazione.
Non avendone mai ne costruiti ne tantomeno visti prima d'ora, ho pensato di realizzarlo con materiali di recupero per limitare i costi e fare pratica, sono certo che una volta costruito mi troverò davanti a delle problematiche non prese in considerazione, e quindi, più avanti, potrei costruirne uno sapendo realmente di cosa ho bisogno.

I materiali utilizzati (escluso l'impianto elettrico) sono:
- una teca di vetro
- una rete metallica ricoperta di gomma
- una rete di nylon fine tipo zanzariera
- una decina di barattoli di rullini fotografici
- torba e perlite in ammollo
- sughero, sabbia silicea e bark per abbellirlo esteticamente
- carta adesiva


Ho misurato la teca, cm 50 x 50 x 35 di altezza, l'avrei voluto un poco più alta ma essendomi stata regalata (era un rettilario) a caval donato non si guarda in bocca.


Ho tagliato la rete metallica, che serve per farne un doppio fondo per l'acqua, 50 x 62, e piegata in questo modo.



La rete (sopra vista in sezione) non sembrava poter sostenere il peso del substrato, quindi ho messo sotto dei "pilastrini ricavati dai tubetti dei rullini fotografici.




Questo è quello che ho ottenuto, il doppiofondo andrà poi riempito d'acqua funzionando da riserva idrica.




Poi ho coperto il fondo con la zanzariera, in modo da non far cadere il substrato che vi andrà sopra, ho sistemato un strato di 4/5 cm di perlite precedentemente lasciata in ammollo in un secchio d'acqua (naturalmente demineralizzata).




Poi un bello strato di torba (anch'essa precedentemente lasciata in ammollo in acqua) e perlite in proporzione uno a uno per un altezza di circa 10/12 cm.




Ed ecco il terrario una volta sistemato una quantità inimmaginabile di torba e perlite




Nonostante le immagini scandalose (riflessi e altro) potete notare che il composto umido comincia già a far salire l'umidità.
Benissimo, il lavoro più grosso è fatto, ora non resta che sistemare il terrario al proprio posto e riempire il doppio fondo d'acqua, facendo attenzione a non smuovere tutto il substrato, io ho utilizzato un tubo in gomma strozzato, in modo che l'acqua esca lentamente, quindi senza far danni. Dopo quasi 20 litri d'acqua il livello del doppio fondo arriva sfiorare la perlite, credo sia un livello sufficiente ma col tempo vedrò se alzarlo o abbassarlo (già ma come?? non ho previsto nemmeno un tubo per aspirare l'acqua).

Ora dedichiamoci all'aspetto estetico, ho ricoperto due terzi della superfice con torba setacciata, mentre il terzo restante con sabbia silicea fine, ho piazzato alcuni pezzi di sughero (no, non ho utilizzato i tappi di bottiglia ma quello utilizzato per gli acquari) e del bark per orchidee.

Ora bisogna lasciare stabilizzare il terreno per circa un mese, all'inizio potrà produrre funghi o muffe. Difatti dopo un paio di settimane ecco l'odiosa muffa, per combatterla ho vaporizzato con del verderame molto ma molto diluito e il problema non si è più presentato.

Una volta stabilizzato il terreno possiamo mettere a dimora le nostre piante.
Inizialmente pensavo di mettere solo specie tropicali ma la difficoltà nel reperirle mi ha fatto cambiare idea, mettendovi anche delle talee di pinguicole messicane, talee di sarracenie e una piccola dionea Royal Red (tra un'annetto o due potrò valuterò come si sono trovate queste piante avendo saltato il riposo invernale a differenza delle gemelle tenute all'aperto).


Ecco una foto del terrario con le piante appena accasate (ottobre2003).